Homo turisticus
la traversata

Le foto sono state scattate durante una vacanza, nell’arco di circa tre ore.

 

Estate, qualche ora di traversata su un traghetto verso un’isola.
Visti nell’insieme siamo tutti parte di una massa. Chiusi in un recinto galleggiante, sospesi nell’attesa dell’arrivo, senza il lusso di spazi privati, sembra quasi che ci si senta autorizzati ad abbandonarsi a quello che quasi automaticamente viene percepito come un ineluttabile destino comune: assumere la forma del turista.
Prendo la fotocamera, il mondo improvvisamente si concentra, entro nel mio flow. Qualcuno con una breve occhiata mi registra come il perfetto turista preso da ossessiva smania fotografica e non mi dà peso, altri mi riservano sguardi torvi e sospettosi: rubo l’immagine e proseguo.
Riuniti nel rito collettivo della traversata estiva, interagiscono in modo quasi tribale. E’ come se l’essere presi dall’essere turisti impedisse di vedere o sentire tutto ciò che esula da un concetto di meritata rilassatezza.   Arrivo al punto di immaginare che qualcuno a sua volta abbia rubato uno scatto… di me che scatto foto agli altri: il confine tra l’osservare e l’essere osservati. L’umanità a volte si può ritrarre in un modo che fa sorridere, rattrista e la rappresenta. Per quel che è in quel momento.

 

Homo turisticus
the crossing

Summer, a few hours of crossing on a ferry to an island. Seen as a whole we are all part of a mass. Closed in a floating enclosure, suspended in the expectation of arrival, without the luxury of private spaces, it almost seems as if we feel authorized to abandon ourselves to what is almost automatically perceived as an inescapable common destiny: to assume the form of a tourist. I take the camera, the world suddenly concentrates, I enter my flow and immortalize what is there. Someone with a brief glance registers me as the perfect photo-addicted tourist and does not give me weight, others give me grim and suspicious looks: I steal the image and continue. Tourists, gathered in the collective rite of the summer crossing, interact in a tribal way. It is as if being caught by being tourists prevented from seeing or hearing everything that goes beyond a concept of well-deserved relaxation. I arrive to the point of imagining that someone in turn has stolen a shot … of me taking pictures of other tourists: the boundary between observing and being observed. Humanity can sometimes be portrayed in a way that makes one smile, that is saddening and represents it. For what it is at that moment.